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Il progetto

Il Progetto che guida i passi del Laboratorio e dell’Officina si rinnova ogni anno. I soci della Comunità della Casa impegnati in prima linea con gli artisti si fermano insieme per un gruzzolo di ore, nell’arco di un mese, ed elaborano le linee formative, le esperienze che le concretizzeranno e il calendario di 12 mesi.

Il Sogno

Radicato nella storia della Comunità e negli anni precedenti del Laboratorio, il sogno rappresenta quello spazio ulteriore, utopico, verso il quale guardare per costruire saldamente il presente. Recita così: La Comunità ha conosciuto gli Anawim (ndr: è il nome dato ai giovani diversamente abili) nel 2000: un incontro che dura ancora oggi e si è allargato ad altri. Stare con loro ci fa sognare una vita in cui la felicità sia possibile per tutti e l’umanità sia sostenuta nel suo farsi in tutti gli uomini, qualunque sia la liberazione da operare. Una liberazione possibile solo nella compagnia degli altri, nel condividere la vita, nel mischiare giorno per giorno le possibilità e i limiti di ognuno. Si è uomini solo con gli altri. Si è uomini vivendo gli affetti, il lavoro, l’essere autonomi, l’amicizia, la fraternità, l’abitare la città, il servizio per gli altri, l’essere creativi. Vogliamo promuovere tutto questo per gli Anawim e condividerlo con loro.

Obiettivi

Riformulati ogni anno, prendono le mosse da quanto raggiunto nell’anno precedente e pongono i punti d’arrivo per quello che inizia. E’ a partire dagli obiettivi che si scelgono, poi, le esperienze che devono animare la vita quotidiana.

 

1La cultura creativa. Il Laboratorio Div.ergo è, nella nostra città, un punto di riferimento per chi è sensibile ai temi della diversa abilità, oppure ha parenti disabili. Con le sue creazioni artistiche diventa sempre di più un segno visibile di quanto nella società la partecipazione delle persone con disabilità accresca il senso di appartenenza e contribuisca significativamente allo sviluppo umano e sociale del territorio. Con la sua azione culturale, è laboratorio in cui i contributi esistenziali e potenziali di ogni artista sono occasione di benessere per molti, ogni volta che dialogano con la diversità dei volontari, delle opere dell’arte, della letteratura e della musica e danno spazio al possibile per tutti. Con la quotidianità dell’incontro e del lavoro, è il luogo adatto a fare esperienza che – quello della disabilità – è un concetto in evoluzione e che questa evoluzione dipende dallo spazio che si lascia alla potenza della relazione. Per questo, nei prossimi tre anni, vogliamo curare
- il rapporto fra gli artisti e i clienti
- il dare voce a parti di sé che sono spesso trascurate, quali la valorizzazione della propria bellezza, la crescita nell’autonomia e nell’interdipendenza, la libertà di iniziativa, il cambiamento di sé e dei propri vissuti, la realizzabilità dei desideri, la crescita delle abilità personali
- la promozione della comunicazione di sé e dell’uso degli strumenti per farlo
- la presenza nei luoghi più visibili della città, portando il nostro contributo
- la realizzazione di eventi culturali - le relazioni
- la narrazione di sé, intorno a quello che insieme si realizza
- l’abitare altre case.

2Io ci sto… …in una cultura che guarda ai giovani e agli adulti con diversa abilità come si guarda a chi è oggetto di iniziative, di progetti di sostegno e di interventi economici,
- a coinvolgere i genitori e chi è sensibile a chi ha diversa abilità in una riflessione diversamente reale e oggettiva, che guarda il tutto che sono i loro figli, senza fermarsi ad una parte, e per questo rende migliore la loro comprensione nel mondo.
- allo scomodare molti perché cedano qualcosa di quello che hanno sottratto agli altri; al promuovere una coscienza sociale che riconosca e rispetti lo spazio di ciascuno.

3La produzione e cessione di opere. La creatività con cui si realizzano le opere artigianali, in Laboratorio e in Officina, è legata ad un lungo e continuo processo di simbolizzazione di storie, esperienze, vissuti, incontri con l’uomo di oggi e di ieri e con l’umanità che si manifesta e diviene negli artisti e nei volontari. È per questo che a Div.ergo non si vendono principalmente prodotti, ma condivisione di storie – quelle delle opere e dei loro creatori, che sono un’unica storia – e del risultato della sfida ai limiti degli Artisti, vinta con l’arte educativa che sa indovinare ciò che è accessibile ad ognuno ed è curato perché possa contribuire sostanzialmente alla creazione di prodotti. Quanto si realizza, quindi, contiene la vita scoperta, conosciuta insieme, e quella vissuta e si accompagna alla parola che narra e fa abitare la nostra storia anche a quanti acquistano i nostri prodotti. Unito a questo, c’è il valore del provarsi e del sottoporsi alla valutazione degli altri, come accade ad ogni uomo che, con il suo lavoro, si spinge sul mercato e si misura con le sue logiche, senza protezioni di sorta.

4Div.ergo nel mondo virtuale. Il web è la finestra da cui il mondo guarda Div.ergo e ci conosce: il sito della Fondazione, e del Laboratorio, i social network, Ergo rendono visibili e conoscibili i nostri prodotti, i nostri luoghi di lavoro, le idee con cui vogliamo sovvertire un modo ormai obsoleto di guardare alla diversità e il nostro progetto culturale. Il rischio di presentare una situazione di vita edulcorata chiede ai volontari di trovare modi e parole per parlare del cammino in tutte le sue pieghe, perché su quello che è inciampo, fatica e ricerca, come su quanto è sorpresa e novità, si possano instaurare dialoghi veri e incisivi nella società. Questo può far desiderare ad altri di venire ad incontrarci per fare un’esperienza diretta del Laboratorio, può aprire un confronto che trovi sponde ancora ignote e può mettere in rete la nostra esperienza come esperienza replicabile. Inoltre, uno spazio protetto meritano la nostra riflessione sull’esperienza, il farla conoscere e il renderla fruibile ad altri anche a grandi distanze, e l’offerta on line delle nostre creazioni e delle iniziative.

5Il laboratorio. Il laboratorio è contenitore di mondi, quello di chi lo abita, quello dei clienti e dei visitatori che si affacciano attratti dai colori e scoprono la diversità che dialoga e crea. Nei suoi ambienti mostra, invita, fa toccare, leggere, scegliere e parlare. Provoca al sorriso e alla riflessione. Incuriosisce e coinvolge. Chi ci entra, ne esce accompagnato da una carezza che sfiora il cuore e con l’intuizione della possibilità che il mondo sia di tutti e per tutti.

5 bisL’officina. L’Officina è un ambiente dinamico, in cui si sperimentano lavorazioni e tecniche diverse, diffuso in diversi luoghi, dove si è sempre alla ricerca di soluzioni per favorire il coinvolgimento e l’autonomia degli artisti nel lavoro. È uno spazio protetto dalla distrazione generata dalla presenza dei clienti, ambiente adatto agli artisti maggiormente esposti alle tensioni dei luoghi affollati. Per questo spazio proponiamo:
- la riorganizzazione del magazzino, per favorire l’autonomia degli artisti
- la cura nell’allestimento degli spazi interni, perché rendano visibili la pluralità di attività che vi si svolgono e la cultura della vita che anima Div.ergo
- la riorganizzazione della fase di confezionamento dei prodotti.

Catalogo Ceramica e Oggettistica

Siamo molto contenti di essere arrivati a realizzare i cataloghi delle opere che nascono a Div.ergo. La creatività non si ferma mai, neppure da noi!

Laboratorio - Lecce

Corso Vittorio Emanuele II, 36-38
338 349 4274
info@divergo.org

Bottega - Santeramo

via F. Netti, 31
324 882 6733
div.ergo-santeramo@animare.it

Officina - Lecce

via Leonardo Prato, 18
info@divergo.org

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