È dolce e bello incontrare fratelli che vivono insieme

Il mondo è considerato un “villaggio globale”. In realtà, è più grande di come lo si pensa, questo è ciò che vogliamo sostenere, come amici di Div.ergo.

Il mondo non può essere considerato soltanto come un piccolo villaggio, assolutamente no. E allora, come lo possiamo considerare? Il mondo è un mistero, e l‘uomo non può arrivare a comprenderlo fino in fondo. A livello visibile, possiamo dire che le distanze si siano accorciate, ci si può spostare da un luogo all’altro in poco tempo e si può comunicare in tempo reale con chiunque, in qualsiasi parte del mondo. Ma questo solo a livello visibile.

In realta, il mondo reale è fatto di persone, e ogni persona si porta dentro il proprio mondo, a tutti i livelli – spirituale, sociale e culturale. Per questo pensiamo che il mondo sia un piccolo villaggio, ma allo stesso tempo è un grande mistero difficile da penetrare.

E la nostra esperienza personale, quella di seminaristi che vengono dall’amato Egitto per studiare teologia nella Città Eterna, lo dimostra.

Siamo nati e ci siamo formati in villaggi di famiglie cristiane cattoliche, convinte di essere dalla parte della verità. Piano piano ci siamo resi conti della nostra posizione: siamo la minoranza in mezzo ad una maggioranza che ha un’altra religione, una maggioranza che è anch’essa convinta di avere tutta la verità. E non solo: viviamo accanto a tante altre Chiese diverse: la Chiesa copta ortodossa, la Chiesa protestante, convinte tutte di avere tutta la verità. Eppure il Concilio Vaticano II ha espresso con grande chiarezza l’idea che le religioni e le varie altre Chiese posseggono una parte della verità. E tutto questo per dire che, giorno dopo giorno, noi scopriamo che il mondo è molto più grande di quanto pensiamo. 

Conclusa la fase della nostra vita nel seminario egiziano, siamo entrati nel seminario di Roma.

Passo dopo passo, abbiamo scoperto che lo studio e la cultura non sono solo quelli dei libri, ma anche quelli che ci vengono dalla vita pratica. Viviamo vicino a Piazza San Pietro, nel Collegio Urbano: siamo centocinquanta seminaristi provenienti da trentuno diversi Paesi del mondo, dell’Asia e dell’Africa, Paesi che hanno tradizioni e culture diverse; parliamo trentuno lingue diverse, proveniamo da Chiese e liturgie diverse. Studiamo in una Università che è frequentata da millecinquecento studenti di diverse nazionalità e di diverse comunità religiose. Come possiamo dire che il mondo è un piccolo villaggio? 

E ancora non basta: finito l’anno accademico, abbiamo accettato di fare un’esperienza pastorale in una comunità di laici che si ispirano a don Bosco e fanno attività di volontariato a Div.ergo. È stata una nuova esperienza per noi: abbiamo sperimentato un modo di vivere ed una fede speciali. Si vive con i giovani, si entra in modo meraviglioso nei cuori gli uni degli altri. Lì c’è l’espressione di una Chiesa giovane, fresca, viva, che ama di un amore incondizionato. 

E allora, come possiamo dire che il mondo è diventato un luogo in cui tutto è uguale, in cui tutto è noto? Difficile, anzi impossibile, accettare questa affermazione. 

Venite a vedere la grandezza del Creatore in questo mondo!

di Josef Rauf Hanna - Seminarista Copto

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