Fotoartista - Arianna

Penso che sta imparando ad arrivare puntuale perché si sta rendendo conto che se arriva sempre in ritardo viene sospesa o deve recuperare il ritardo.
Giuliano, dalle spiagge di Andrano dove sta trascorrendo questa assolata domenica di luglio, affida a Whatsapp le sue impressioni riguardo ad Arianna,.
I nostri ritratti sono fatti sempre di pennellate concrete, che tuttavia lasciano emergere uno sguardo ricco e profondo. Imparare ad arrivare puntuali è un passaggio fondamentale per chi non vuole perdere il proprio lavoro. Ma Arianna si sta rendendo conto: in questa piega in fondo spicciola del suo percorso di artista, quello che sta maturando pian piano è anche la consapevolezza di sé e delle proprie responsabilità, e i suoi colleghi artisti colgono, eccome, questo lento e a volte faticoso processo di scoperta di un nuovo volto.
Nel loro racconto non mancano di emergere quei tratti un po’ infantili che la loro collega fatica a lasciare dietro di sé.
Ogni tanto si distrae, segnala Giulio.
Ride spesso quando parliamo, aggiunge Andrea, seguito ancora da Giulio che sottolinea: …quando ride non finisce…
A volte è chiusa e non parla tanto con gli altri – è ancora Andrea a raccontare. Sì, ha un certo imbarazzo, noto che a volte non riesce a dire le cose, si accoda Mattia.
Ma è molto brava con la legatoria, sottolinea Giulio. È anche dalle mani di Arianna, infatti, che nascono i quaderni schierati sugli scaffali di Div.ergo. E forse lei si rispecchia un po’ in quest’anima di carta bianca, assemblata da un lavoro paziente di cucitura, che alla fine arriva a vestirsi di una copertina colorata che la completa e la rende pronta all’uso, a volte rivelando e a volte nascondendo i punti che l’hanno messa insieme. Certe volte si fa male con l’ago, osserva Mattia, a cui non sfugge quella lotta con la materia in cui forse Arianna colloca anche la lotta con se stessa.
E sempre lui, Mattia, offre un altro spunto che aiuta a leggere l’opera con cui è alle prese Arianna. A volte nel pomeriggio andavo nella Chiesa di Sant’Irene perché volevo pregare per i miei cari. E lei mi chiedeva di entrare insieme in chiesa, perché le piace.
E ancora: certe volte chiede a Lucy o a qualcuno di prendere un gelato insieme. “Sì! Sì, Arianna! Buona idea!” Lei si affeziona tanto alle persone.
Arianna cerca gli altri. Nella loro compagnia, in quella presenza che la coccola poco, a volte la ridimensiona, spesso la stimola e la provoca al rapporto alla pari, forse trova quel gancio che può tirarla fuori dalla sicurezza di quel nido in cui è ancora la piccola, e farle scoprire il suo volto adulto.
Vito Paradiso