
C’è chi sorride con gli occhi, chi con la bocca.
C’è chi arriccia il naso, quando sorride.
Gabriele sorride con tutto il suo volto
in modo sonoro, squillante,
e il suo sorriso,
- quando lo intercetti e lui ti guarda con i suoi occhioni dolci -
ti entra dentro e lì rimane per sempre.
Lui dipinge,
prepara le porzioni di resina per le statuette,
rilega quaderni con ago e filo.
Con Giulio, il suo collega,
prepara il necessario per la pausa caffè.
Sembra fare tutto con naturalezza:
non si riesce a scovare in lui un segno di insofferenza, o di noia,
né di invidia per quello che fanno gli altri.
In Laboratorio, lui è la pura gioia di vivere e di stare con gli altri.
E questa gioia lo ha sostenuto nel colmare la distanza
da casa sua ai luoghi in cui incontrarli, gli altri,
gli ha dato il coraggio necessario
per imparare ad utilizzare da solo i mezzi pubblici,
lo slancio
per aprire la cerchia dei suoi affetti a chi non è parte di quella parentale,
per affacciarsi con stupore ad un mondo del tutto nuovo,
un mondo fatto di città europee da visitare e di vita quotidiana condivisa,
di arte da ammirare e di riflessione che gli consegna parole nuove
per dire la sua vita e ciò che lo circonda.
Gabriele è, fra noi, un segno visibile che la Vita è Bella
e che questa bellezza si dilata per chi incontra gli altri
e li ospita nella propria vita, allargandola.
Maria Teresa Pati