I sotti.led

Se hai in mano un fiammifero e sei in una stanza buia, cosa accendi prima: una lampada a olio, una candela o…? I ragazzi che vengono a trovarci a Div.ergo per vedere da vicino la bellezza della diversità rispondono quasi sempre con sicurezza a questa domanda, chi optando per la lampada, chi per la candela, senza disdegnare, di tanto in tanto, soluzioni più fantasiose. Solo pochi, forse un po’ più pronti degli altri a non dare per scontate le cose, rispondono dopo qualche attimo: il fiammifero, naturalmente.
A Div.ergo niente è scontato, neanche la luce. È un elemento vitale, che amiamo: quando c’è luce si vede meglio, i colori risaltano, le forme emergono e spiccano sulle ombre, e anche i lavori che richiedono più cura e attenzione sono un po’ più facili. E questo è vero tanto per i nostri manufatti, quanto per le persone e le relazioni che sono l’anima di Div.ergo: perché il nostro lavoro quotidiano è guardarci, gettare luce sulla bellezza di ogni persona, far emergere pensieri e sentimenti che si perderebbero nell’ombra e dare risalto, nel gioco di luci e ombre, alla profondità di ognuno.
Per questo era inevitabile che finissimo per creare un prodotto destinato a fare luce. Si chiama Sotti-led. Come dicono i dotti? Nomen omen: il nome è segno. Le nostre lampade si chiamano così perché sono discrete, sottili appunto, e perché appartengono a quella nuova generazione di lampade, i led, che con i loro bassi consumi e la loro lunga durata, produrranno un bel gioco di luce sulla vostra parete e un piccolo impatto sul resto del pianeta. Linee essenziali e slanciate, cappelli colorati o con venature in risalto. Vi sembreranno di legno, ma non fatevi ingannare: sono fatte di colore, luce e ombra, sapientemente miscelati, perché solo con la giusta luce, si apprezza il colore, e solo con un po’ di ombra, si gode davvero della luce.
Vito Paradiso e Dora Galasso

