Quando le faccende domestiche si fanno a Div.ergo…

pulizie

In Laboratorio e in Officina, si sa, si parla della Vita. E non stupirà sicuramente nessuno la notizia che ci siamo intrattenuti sul tema del fare le pulizie degli ambienti.

Tutti gli artisti hanno partecipato intensamente al discorso, in un modo che neppure noi avevamo previsto. Siamo partiti da lontano, dal significato di ‘essere grandi, adulti’. E l’idea che l’adultità passi dalla capacità di fare da soli alcune cose è stata espressa da subito.
Bene: fra le cose da saper fare c’è anche…pulire la Toilette.

Qui si è acceso, fra tutti, lo stupore, l’entusiasmo e il bisogno di dire, coprendo anche le voci degli altri, che i genitori non permettono loro di fare questa operazione, a casa. Lo spazio per discutere, per dire la propria, per attribuire responsabilità ed errori agli assenti è stato necessariamente ampio: ognuno doveva motivare le propria incapacità; ma altrettanto interessante è risultato vedere la serietà con cui è stata avanzata e accolta, da tutti, la proposta di provarsi in Laboratorio, a compiere questa operazione.
Si è conversato e discusso a lungo: sì, perché sarebbe stato inutile dare le istruzioni e fare i tutor accanto ad ognuno, davanti al lavandino, con il flacone di detersivo in mano oppure impugnando lo spazzolone.
È indispensabile, invece, imparare a immaginare le cose, richiamare alla mente gesti che abitualmente si è visto fare ad altri, fare le proprie congetture sul che cosa fare, quando farlo e come farlo, perché si diventi protagonisti di qualcosa che può sembrare banale, eppure ha dentro tutto il percorso necessario per fare anche grandi progetti.

Insieme, artisti e volontari, abbiamo definito le operazioni necessarie, la loro sequenza e poi abbiamo organizzato i turni di esercitazione.
Quali effetti? Immediatamente percepibile la responsabilità con cui ognuno si è assunto il compito e la consapevolezza di fare una cosa importante per sé e per tutti gli altri.
L’idea che è compito della mamma, o quella di essere lenti, e di poter combinare qualche guaio non li ha sfiorati, eppure sono state le idee più condivise all’inizio del discorso.
Già. I nostri artisti imparano. Non solo chi è Van Gogh, dove sta Guernica, cos’è il Moma, quanto è bella Barcellona e come è eccitante camminare insieme sotto la neve a Vienna. No, imparano ad essere adulti. Imparano un modo di essere adulti che è fatto di cose grandi e piccole, per loro come per tutti.

Dora Galasso e Maria Teresa Pati

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