Riflettendo

Ordine del giorno

Assemblea artisti

Facce spente, voce bassa, “mal di pancia”: non sono i sintomi dei primi malanni di stagione, ma gli effetti di una fase di mormorazioni all’interno di Div.ergo. E così: anche da noi, dove predominano il colore e una parola calda e fluida, capitano periodi di grigiore e opposizione.

Quando abbiamo iniziato a parlare di divisione dei compiti nel Laboratorio per facilitare il lavoro di tutti e rendere l’ambiente più ordinato, la generosità abituale dei nostri artisti è arretrata per far spazio alla pretesa equità delle mansioni: e qualcuno ha iniziato a conteggiare la gravosità e la frequenza del proprio compito, a commisurarlo con quello altrui. “Fare parti uguali tra diversi”: in qualche modo la negazione di quanto ispira il nostro progetto, l’intreccio delle diverse abilità di ciascuno per un sogno comune.

Il clima si è appesantito per qualche giorno. Brontolii, cose fatte controvoglia, qualche parola detta nell’orecchio del vicino, il tentativo di trovare alleati per far valere le proprie posizioni. Mediare, chiedere, chiarire non è servito a molto: chi non voleva mettere a disposizione le proprie capacità per gli altri non voleva sentire ragioni.

Così abbiamo cambiato passo ed è arrivato il tempo dell’assemblea: lettera di convocazione, oggetto, ordine del giorno. Data, venerdì 23 settembre 18.00. Termini di un linguaggio formale a cui molti sono avvezzi ma che a Div.ergo sembrano dissonanti.

L’assemblea, un tempo in cui parlare apertamente, esporre i propri dubbi, spiegare nuovamente il senso. L’opera di dialogo, di confronto, di chiarificazione ha sospeso l’attività di lavoro per oltre un’ora. Un tempo necessario a fare quel passaggio interiore dal contemplare la propria parte al sentirsi parte, dal tentare di bilanciare le fatiche allo sbilanciarsi, protesi verso gli altri.

Gianluca Marasco

Tessitori di storie... 1

Quella che raccontiamo qui è una storia particolare e vogliamo farlo con la stessa delicatezza che ci hanno messo tutti i protagonisti che l’hanno resa possibile.

Una storia bella, vera, perché tutti quelli che vi hanno partecipato hanno messo al primo posto gli altri e il bene comune.

È l’intreccio che, in questi ultimi 6 anni, ha visto impegnati Div.ergo e il Comune di Lecce.

Come potete ben immaginare, il dialogo fra due istituzioni non è mai semplice: ciascuna persegue i propri  fini “istituzionali”, appunto, che non sempre coincidono, anzi qualche volta collidono.

Quando il Comune si è accorto di Div.ergo, il laboratorio era un piccolo seme, nascosto in via degli Antoglietta – dove era approdato dopo varie peregrinazioni che lo avevano visto anche a San Cesario – all’umidità di un piccolo locale ai margini del paese. Sono state sufficienti una lettera e un po’ di attenzione perché il Comune, appunto, nutrisse una speranza che, all’epoca, abitava i nostri sogni, ma non il nostro presente.

L’offerta del locale in cui siamo oggi, così centrale, così in vista, ci è sembrata il dono straordinario di qualcuno che osava sognare i nostri stessi sogni e che, contemporaneamente, ci sfidava a fare il salto decisivo: rendere la compagnia con i nostri amici artisti un’esperienza a tempo pieno e più ampia. Il taglio di quel nastro, il giorno dell’Immacolata del 2009, ci ha catapultato direttamente nel nostro futuro.

E mentre ci impegnavamo a far sì che il Laboratorio sfruttasse appieno le possibilità che il locale offriva, cominciavamo ad accorgerci che diventava più forte ed evidente il legame con la nostra città… 

…Come quel giorno in cui, grazie ad un visitatore inglese, ci siamo accorti di essere stati inseriti nella guida turistica Lonely Planet, la più diffusa al mondo. In quel momento ci siamo scoperti come un piccolo gioiello nella meravigliosa bomboniera che è la nostra città.

…Come tutte le volte in cui il Comune sceglie di intrattenere con noi un rapporto basato su stima e rispetto e ci coinvolge nelle iniziative in cui si desidera affermare i valori della diversità, della gratuità, della solidarietà.

…Come oggi che, reduci da Torino, cominciamo a muovere i primi passi per un gemellaggio fra le due città sui grandi temi culturali della diversità, dell’inclusione e dell’integrazione.

Grazie a questo dialogo, sentiamo di avere realizzato uno degli obiettivi più importanti dell’esperienza di Div.ergo: attivare uno scambio reciproco con le istituzioni, restituendo alla collettività ciò che ci è stato offerto.

In un legame che ormai consideriamo inscindibile, Lecce ha fatto più bello Div.ergo e Div.ergo ha fatto più bella Lecce.

Tessitori di storie - MC Salentum Terrae

Quando Gianluca ce ne ha parlato la prima volta, nelle nostre menti si sono materializzate immagini di centauri barbuti, con giubbotti pieni di borchie, che a cavallo di ruggenti mostri di metallo, attraversano le lande desolate del Salento terrorizzando la popolazione inerme.

Insomma, un Easy rider in salsa casereccia.

Invece, per chiederci di realizzare i gadget per il loro raduno si è appalesato un gentile e distinto signore con i capelli brizzolati, appena rasato e – soprattutto – senza giubbotto con le borchie, il sig. Francesco GS Perulli.

Francesco è il presidente di MC Salentum Terrae, associazione che ha lo scopo di dare corpo alle passioni e alle aspirazioni dei motociclisti.

Francesco, quali sono queste passioni e queste aspirazioni?

Questo gruppo è stato creato su tre pilastri fondamentali: solidarietà, promozione del territorio e condivisione della passione per la moto.

Nella maggior parte dei nostri eventi cerchiamo di far coesistere questi tre aspetti, curando che vi sia sempre uno spazio importante di solidarietà. Nel nostro club di motociclisti quello che ci lega è il gusto di stare insieme e non il modello della nostra moto: per noi la differenza – nella vita motociclistica così come in quella ordinaria – la fanno le persone e la passione che ci mettono.

Perché avete scelto Div.ergo?

Per noi contano le persone: abbiamo visto il lavoro scrupoloso che gli artisti diversamente abili fanno nel laboratorio e abbiamo condiviso con tutti gli associati il desiderio di sostenere la vostra realtà di volontariato, che abbiamo conosciuto attraverso il racconto e la testimonianza di alcuni dei vostri volontari.

Questa rubrica si chiama Tessitori di storie. Secondo te, che cosa hanno intrecciato Div.ergo e Motorrad?

Essere motociclisti vuol dire amare l’esplorazione e la ricerca di orizzonti nuovi, di paesaggi e realtà da ammirare, anche in senso metaforico: entrare a Div.ergo per noi è stato come un entusiasmante viaggio verso una meta prima sconosciuta, che ci ha permesso di scoprire, negli occhi dei volontari e degli artisti, un mondo stupendo, animato da una bella visione della solidarietà. Il bello del laboratorio Div.ergo, secondo me, è che possiamo toccare con mano tutto il processo, tutto l’impegno, dalla creazione alla vendita di un prodotto. Non è una realtà distante, inaccessibile: ciò di cui si sente parlare si può anche vedere in prima persona. E si resta affascinati.

E mentre Francesco va via (a piedi!), insieme contempliamo questi nuovi amici, che hanno deciso che le strade che percorrono con le loro moto potevano e dovevano intrecciarsi con quelle che i nostri artisti disegnano su piatti, tazzine, portabaguette. La prossima volta che incroceremo per la strada un gruppo di motociclisti ci verrà in mente subito la stessa passione per l'avventura che condividiamo in modo diverso.

Laboratorio - Lecce

Corso Vittorio Emanuele II, 36-38
338 349 4274
info@divergo.org
Cookie Policy

Bottega - Santeramo

via F. Netti, 31
324 882 6733
santeramo@divergo.org

Officina - Lecce

via del Mare 
info@divergo.org

Questo sito utilizza cookie atti a migliorare la navigazione degli utenti.
Chiudendo questo banner tramite il pulsante "ACCETTA" e proseguendo la navigazione sul sito se ne autorizza l'uso in conformità alla nostra Cookie Policy