Tessitori di storie - MC Salentum Terrae
Quando Gianluca ce ne ha parlato la prima volta, nelle nostre menti si sono materializzate immagini di centauri barbuti, con giubbotti pieni di borchie, che a cavallo di ruggenti mostri di metallo, attraversano le lande desolate del Salento terrorizzando la popolazione inerme.
Insomma, un Easy rider in salsa casereccia.
Invece, per chiederci di realizzare i gadget per il loro raduno si è appalesato un gentile e distinto signore con i capelli brizzolati, appena rasato e – soprattutto – senza giubbotto con le borchie, il sig. Francesco GS Perulli.
Francesco è il presidente di MC Salentum Terrae, associazione che ha lo scopo di dare corpo alle passioni e alle aspirazioni dei motociclisti.
Francesco, quali sono queste passioni e queste aspirazioni?
Questo gruppo è stato creato su tre pilastri fondamentali: solidarietà, promozione del territorio e condivisione della passione per la moto.
Nella maggior parte dei nostri eventi cerchiamo di far coesistere questi tre aspetti, curando che vi sia sempre uno spazio importante di solidarietà. Nel nostro club di motociclisti quello che ci lega è il gusto di stare insieme e non il modello della nostra moto: per noi la differenza – nella vita motociclistica così come in quella ordinaria – la fanno le persone e la passione che ci mettono.
Perché avete scelto Div.ergo?
Per noi contano le persone: abbiamo visto il lavoro scrupoloso che gli artisti diversamente abili fanno nel laboratorio e abbiamo condiviso con tutti gli associati il desiderio di sostenere la vostra realtà di volontariato, che abbiamo conosciuto attraverso il racconto e la testimonianza di alcuni dei vostri volontari.
Questa rubrica si chiama Tessitori di storie. Secondo te, che cosa hanno intrecciato Div.ergo e Motorrad?
Essere motociclisti vuol dire amare l’esplorazione e la ricerca di orizzonti nuovi, di paesaggi e realtà da ammirare, anche in senso metaforico: entrare a Div.ergo per noi è stato come un entusiasmante viaggio verso una meta prima sconosciuta, che ci ha permesso di scoprire, negli occhi dei volontari e degli artisti, un mondo stupendo, animato da una bella visione della solidarietà. Il bello del laboratorio Div.ergo, secondo me, è che possiamo toccare con mano tutto il processo, tutto l’impegno, dalla creazione alla vendita di un prodotto. Non è una realtà distante, inaccessibile: ciò di cui si sente parlare si può anche vedere in prima persona. E si resta affascinati.
E mentre Francesco va via (a piedi!), insieme contempliamo questi nuovi amici, che hanno deciso che le strade che percorrono con le loro moto potevano e dovevano intrecciarsi con quelle che i nostri artisti disegnano su piatti, tazzine, portabaguette. La prossima volta che incroceremo per la strada un gruppo di motociclisti ci verrà in mente subito la stessa passione per l'avventura che condividiamo in modo diverso.