La gabbianella il gatto e... i Philoespressivi
Un intreccio inestricabile di storie che voglio raccontarvi.
Le ho viste con i miei occhi e sentite con le mie orecchie una sera di non molto tempo fa.
La storia di una gabbianella che, nata per volare, si trova le ali tarpate da una vicenda triste ed impara a farlo grazie all’aiuto di alcuni gatti di buona volontà.
Quella di alcuni giovani nati per volare e che vengono restituiti al cielo attraverso l’amicizia e la condivisione della vita.
Quella di una Comunità, che ha fatto del Volo una scommessa per un mondo più giusto e più solidale, e che trova nel volo di ciascuno la ragione della propria speranza.
Quella di quanti hanno partecipato a questa narrazione in un teatro e hanno volato, davvero! grazie all’interpretazione di Serena, Alessandra, Simone, Toni, Pierluigi, Laura, Giorgio e dei loro compagni di scena.
Un intreccio di storie tessuto in un anno e mezzo di vita insieme dall’opera gioiosa e paziente di Fulvia, Anna Maria, Daniele, Gianfranco e Mauro.
La storia dei Philoespressivi comincia, infatti, un anno e mezzo fa, dal desiderio di alcuni amici di condividere con altri la passione per il teatro, la danza, l’espressione artistica, mettendo al centro il valore e la pratica della diversità.
Hanno lasciato parlare il corpo, la loro voce, le loro mani, hanno fatto emergere i loro sentimenti: finché non sono stati capaci di narrare ad altri una storia. La loro storia.
Così il 31 gennaio, giorno della festa di don Bosco, ospiti nel teatro in via Monteroni, sono saliti sul palco, con i loro costumi, a presentarci il frutto di un lavoro costante e faticoso.
Quello che abbiamo visto ci ha emozionato.
Volteggiavano grazie al ballo, come in volo, quando invece la cultura, il pensiero comune, a volte il nostro stesso sguardo, li vogliono incollati per terra, schiacciati o fermi su una carrozzella.
Ci siamo sorpresi nel coglierli, mentre recitavano e quando ricevevano i meritati complimenti a fine spettacolo, distanti e teneri come solo i gatti sanno essere, e ci hanno fatto intuire la fierezza e la contentezza per ciò che sono riusciti a fare.
Li abbiamo scoperti diversi: perché la diversità ha davvero tante accezioni, e tra queste la possibilità di scoprire nel “consueto” la traccia di qualcosa di grandioso e di misterioso insieme, che rivela la dignità e la grandezza di ogni uomo.
Eupremio Luigi Greco