Armonia dai contrasti – A scuola da Vivaldi

Imprenditore teatrale di successo. Prete.
Capelli rosso acceso. Insegnante di violino di un gruppo di orfanelle.
Geniale compositore innovatore e creativo. Padre della musica classica.

Non è il ritratto del dottor Jekill e mister Hyde! È (don) Antonio Vivaldi, il padre del concerto, uno che aveva tra i suoi ammiratori nientepopodimenoche Johann Sebastian Bach.

Ci deve essere una qualche corrispondenza di amorosi sensi fra Div.ergo e il prete rosso (…per la vistosa capigliatura color rubino) se, oltre ad avere nel nostro catalogo la prestigiosa collezione di ceramiche sul tema delle 4 stagioni, qualche giorno dopo averne raccontato la storia, abbiamo scoperto che era in programma un concerto-balletto proprio sulle musiche di Vivaldi.

Così, il 27 aprile mattina, ospiti della Fondazione Ico di Lecce, siamo andati tutti a teatro. E nel rispetto della contraddizioni che hanno caratterizzato la vita del musicista veneziano, anche la nostra matinée teatrale è stato un alternarsi di chiaro-scuri.
Chi voleva portarsi il panino e le patatine e chi aveva lo stomaco chiuso per l’emozione.
Chi ha protestato… in modo teatrale, prima di avviarci in teatro e chi si è accomodato sulla poltrona per godersi lo spettacolo. Chi si è addormentato al secondo movimento della Primavera e chi è riuscito anche a non bere durante lo spettacolo.
Insomma: anche noi abbiamo fatto il nostro concerto. Il termine significa, infatti, “contenzione, contrasto, quasi ad esprimere quella specie di gara che nel contrappunto nasce dal giuoco delle varie parti” (il solito Tommaseo).
In questi ultimi due mesi abbiamo imparato che nel concerto si affrontano, generando armonia, i toni (maggiore e minore), i tempi (veloce e allegro), gli strumenti (il solista, il concertino, il concerto grosso).

Facile il passaggio: non sempre i nostri contrasti e le nostre contenzioni creano armonia. Ci capita anche di finire una mattinata di lavoro fra urla, strepiti e mugugni.
Che questo prete veneziano, con la sua musica, ci possa insegnare come mettere insieme le nostre sensibilità che a giorni corrono sugli opposti?

Eupremio Luigi Greco

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