Nuovi prodotti

Regalare la felicità. Il nuovo prodotto di Div.ergo

ape fiore

Tutti i nostri prodotti sono particolari e tutti nascono dall’intreccio di tante mani, tanti sguardi, tanti desideri.
Eppure, questo è un prodotto davvero speciale, che nasce dal desiderio di fare felice qualcuno.
Il mese scorso abbiamo deciso di far leggere ai nostri artisti la poesia di Trilussa “Felicità” e di riflettere con loro su che cosa rende felici.

C’è un’ape che si posa
su un bocciolo di rosa:
lo succhia e se ne va…
Tutto sommato, la felicità
è una piccola cosa.

Abbiamo pensato di mettere davanti ai loro occhi la scena rappresentata nella poesia: un’ape e una rosa, su uno dei nostri tappi. È stato un successone: un tappo con un’ape che arriva sulla rosa ed un altro con l’ape che se ne va… li cambiavamo di nascosto e i nostri artisti si sono convinti che davvero era l’ape che andava e veniva, un’ape birichina, divertente e furba… e tutti hanno voluto, per giorni e giorni, il tappo vicino a sé, per ammirare quest’ape e questa rosa: un pezzettino di felicità davanti agli occhi di tutti.

Poi, una foto del tappo su facebook, insieme alla poesia, per raccontare a tutti i nostri amici, come tante altre volte, quello che facciamo… Una domenica arriva nel nostro laboratorio una gentile ragazza: “Vorrei l’ape sul fiore” – “Ah sì, fa parte della nostra serie degli animali” – “No, no: io voglio il tappo con l’ape e il fiore, quello che ho visto su facebook, con la poesia di Trilussa…” Un attimo di incertezza… che facciamo? Glielo diamo? Certo, vuole fare un regalo, vuole donare ad un’amica un pezzettino di felicità…

Ecco fatto: di pensiero in pensiero, di felicità in felicità… una bellissima idea regalo: una scatola trasparente, un fiore e un’ape su un tappo, una poesia… davvero la felicità è una piccola cosa.

Giovanna Nuccio

I prodotti giganti

 

La nostra vetrina sembra un dipinto surrealista, vero? Stile “Effetti personali” di René Magritte! Oggetti di norma tascabili che divengono enormi, ingombranti, prendono possesso di tutto lo spazio disponibile e si impongono allo sguardo dell’osservatore. E, come in un’opera d’arte, lanciano un messaggio: vogliamo crescere!

I prodotti giganti che popolano la vetrina di Div.ergo nei giorni del decennale sono i più caratteristici tra le nostre realizzazioni: l’Animalibro che ci consentì di vincere nel 2010 il nostro primo premio, ad un anno dall’apertura del Laboratorio Div.ergo sul Corso Vittorio Emanuele, le Ballerine in fil di ferro, la matita, il portachiavi Kluck, il Pizzicotto.

Con queste nuove fattezze gridano che 10 anni non bastano, che sono sì un bel pezzo di strada, ma che il desiderio di farne tanta altra è ben più grande. Abbiamo, insomma, voglia di crescere. Ne Il signor Malaussène Daniel Pennac fa dire al suo protagonista che “A nascere sono buoni tutti… Persino io sono nato! Ma poi bisogna divenire! DIVENIRE! Crescere, aumentare, svilupparsi, ingrossare… (senza gonfiare) accettare mutamenti (ma non mutazioni), maturare (senza avvizzire), evolvere (e valutare), progredire (senza rimbambire), durare (senza vegetare), invecchiare (senza troppo ringiovanire) e morire senza protestare”.

Ecco! Per noi è proprio così: siamo nati, abbiamo tagliato il nastro inaugurale e poi abbiamo messo in cantiere viaggi e percorsi culturali, incontri speciali e miriadi di ore di lavoro gomito a gomito, fasi di crisi e punti di svolta, e-mail e chilometri. Siamo cambiati anche noi nel corso degli anni per fare più spazio all’umanità latente dei nostri artisti.

Con i nostri prodotti giganti più che celebrare un passato, che pure guardiamo con stupore, desideriamo slanciarci verso il futuro, custodendo quello spirito che anima il nostro quotidiano operare. Quello spirito che vedete sintetizzato con una frase scritta, anche lì visibile dalla vetrina e anche lì in grande formato: “Si è uomini solo con gli altri”.

Gianluca Marasco

Kl'uc!

 kluc

A chi non è mai successo di trovarsi davanti alla porta di casa, alla fine di una lunga giornata, borsa a tracolla, zaino con pc in spalla, buste della spesa che ti sovrastano (magari anche col rischio che le uova diventino immediatamente una frittata!) e con un dilemma che sembra preannunciare una serata indimenticabile: dove sono le chiavi?!?

La ricerca si avvia tra le mille tasche distribuite tra pantaloni, giacca e borsa … risultato? Una collezione di scontrini risalenti all’anno precedente, ma delle chiavi nemmeno l’ombra!

Sembrerebbe un buon motivo per andare su tutte le furie e invece basta un Kl’uc, comparso chissà da quale angolino, che con una strizzatina d’occhio ti strappa un sorriso e ti alleggerisce il carico.
Questi sono i Kl’uc, i nuovi portachiavi che, nonostante mani e piedi “legati”, riescono a parlare anche solo col volto, con un sorriso o una smorfia, con un naso rosso o un espressione di meraviglia.
È l’insieme di materiali diversi e semplici, ma per ognuno di questi c’è bisogno di attenzioni particolari e di mani abili, meglio ancora se le mani hanno abilità diverse e se questa diversità si armonizza nei colori e nel buonumore che un nuovo Kl’uc porterà nelle vostre giornate. 

Il pensiero sarà non perdere Kl’uc… Non le chiavi!

Grazia Orfino

 

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