Nuovi prodotti

I sotti.led

sotti led

Se hai in mano un fiammifero e sei in una stanza buia, cosa accendi prima: una lampada a olio, una candela o…? I ragazzi che vengono a trovarci a Div.ergo per vedere da vicino la bellezza della diversità rispondono quasi sempre con sicurezza a questa domanda, chi optando per la lampada, chi per la candela, senza disdegnare, di tanto in tanto, soluzioni più fantasiose. Solo pochi, forse un po’ più pronti degli altri a non dare per scontate le cose, rispondono dopo qualche attimo: il fiammifero, naturalmente.

A Div.ergo niente è scontato, neanche la luce. È un elemento vitale, che amiamo: quando c’è luce si vede meglio, i colori risaltano, le forme emergono e spiccano sulle ombre, e anche i lavori che richiedono più cura e attenzione sono un po’ più facili. E questo è vero tanto per i nostri manufatti, quanto per le persone e le relazioni che sono l’anima di Div.ergo: perché il nostro lavoro quotidiano è guardarci, gettare luce sulla bellezza di ogni persona, far emergere pensieri e sentimenti che si perderebbero nell’ombra e dare risalto, nel gioco di luci e ombre, alla profondità di ognuno.

Per questo era inevitabile che finissimo per creare un prodotto destinato a fare luce. Si chiama Sotti-led. Come dicono i dotti? Nomen omen: il nome è segno. Le nostre lampade si chiamano così perché sono discrete, sottili appunto, e perché appartengono a quella nuova generazione di lampade, i led, che con i loro bassi consumi e la loro lunga durata, produrranno un bel gioco di luce sulla vostra parete e un piccolo impatto sul resto del pianeta. Linee essenziali e slanciate, cappelli colorati o con venature in risalto. Vi sembreranno di legno, ma non fatevi ingannare: sono fatte di colore, luce e ombra, sapientemente miscelati, perché solo con la giusta luce, si apprezza il colore, e solo con un po’ di ombra, si gode davvero della luce.

Vito Paradiso e Dora Galasso

Natività

natività

Ecco, come ogni anno, arrivare il Natale impacchettato con tutto il suo contorno di abitudini e riti, a rassicurarci con la sua ripetitività, che nessuna contingenza può alterare. La cena in famiglia, i doni sotto l’albero o il presepe: ognuno ha le sue tradizioni inviolabili da rispettare. Ma all’origine di tutto c’è qualcos’altro: l’arrivo di una novità, piccola e fragile come può essere un bambino, ma da lungo attesa, e allo stesso tempo sorprendente e imprevedibile. Una ventata di speranza anche per chi sonnecchiava nell’abitudine. A dirla tutta, noi amiamo questo carattere del Natale che rinnova la vita, e lo molto più di quella superficie patinata che nel tempo lo ha ricoperto.

Le nostre natività vogliono esprimere proprio questo: l’Evento atteso e sempre nuovo. Di anno in anno lo raccontiamo in una forma diversa: grande o piccola, monocolore o tono su tono, su base di legno o su pietra, dall’aria simpatica o elegantemente stilizzata. Le trovate tutte lì, insieme, a ricordare l’irripetibilità di ogni passaggio, di ogni Natale, e a ispirare l’attesa per la prossima, quella nuova, che ancora non c’è.

Quest’anno ne abbiamo pensata una, ma siccome le novità spesso arrivano a grappoli, e si preparano la strada a vicenda, eccone arrivare un’altra, e un’altra ancora. Ben tre. Nella prima Giuseppe abbraccia Maria teneramente; la seconda è una miniatura, posata sulla superficie levigata di un ciottolo; la terza è slanciata e geometrica, quadro e scultura al tempo stesso. Siamo certi che strapperanno anche a voi un sorriso di meraviglia. E se ne sceglierete una, da portare con voi o da regalare a qualcuno, fatelo con cura, perché manifesterà la speranza che custodite, o la novità che augurate. 

 

I nidi

i nidi

Un nido. Frutto del lungo lavoro di chi riesce a volare. Per costruirlo sono necessarie abilità non comuni: scelta attenta dei materiali, minuzia dei particolari, calma e pazienza.

I nidi di Div.ergo. Frutto della lunga sperimentazione di un nuovo materiale, di una nuova tecnica e dell’impegno di chi è capace di volare solo insieme ad altri. In comune con quelli di chi volteggia nei cieli, hanno la ricerca dei materiali: semplici, poveri, di scarto come i quotidiani che ogni giorno sfogliamo. La stessa è anche la pazienza nella lavorazione: tantissime fasi per ottenere un impasto morbido, finissimo e modellabile, perché tra le mani possa prendere quella forma avvolgente e tondeggiante, a volte inclinata da un lato o dall’altro. Ed è così che la perfezione sta sempre nell’unicità di ogni pezzo.

Un nido per accogliere e custodire qualcosa di prezioso. Ogni nido è il luogo in cui la vita cresce, si fortifica e si fa bella. Così è anche per chi lo realizza. Nei nidi di Div.ergo c’è un po’ della vita dei nostri artisti che nel lavoro insieme si trovano a dover dipendere dagli altri: senza la meticolosità di Pierluigi nello strappare con rigore i fogli, Francesca e Alessandra non potrebbero frullare e impastare, sostenersi nei momenti di distrazione di una e di tristezza dell’altra. Senza questa dedizione, quell’impasto non sarebbe tra le mani precise di Aurora, che non ammette errori nel lavoro e neanche a se stessa, ma grazie al legame con gli altri è cresciuta e sta imparando a guardare agli altri come al tesoro più bello che va custodito, magari in un nido di Div.ergo.

Grazia Orfino

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