Fotovolontario

Fotovolontario - Marco

marco

“Marco è mio fratello”, dice prontamente Fabrizio. “È anche mio fratello”, gli fa eco Federica. fratello”, gli fa eco Federica. 

Se chiedi ai nostri amici artisti di aiutarti a buttare giù un ritratto di qualcuno, devi essere pronto a farti spiazzare dalle loro risposte. I tratti caratteriali o i dettagli fisici, quelli contano poco. Ciò che conta davvero è quello che uno mostra nella relazione. E quindi Marco è anzitutto fratello. È anche buono, dolce, gentile, disponibile, generoso: questo è un parere unanime, ripetuto da tutti, ma mai in termini generici. Valentina ricorda quando le ha fatto un regalo dopo un episodio spiacevole, alleviando il suo disagio. Per Francesca è generoso, perché nella pausa lo vede offrire spesso il caffè agli altri. Giuliano lo trova disponibile perché si mette accanto a lui e lo aiuta a riconoscere gli errori quando dipinge male. Marco è allegro e scherza, e ha la bella qualità di raccontare storie. Insomma, si vede che i nostri amici ne sono un po’ innamorati.

Ma non gli risparmiano certo punture precise sui difetti. Rompe le tazze, ad esempio, come il suo amico Gianluca, e a volte Laura deve metterlo in guardia da manovre un po’ azzardate. E poi, “non fa i contorni delle salamandre e unisce i tasselli del mosaico”, denuncia Serena, riferendosi alla pittura dei decori nati dopo il nostro incontro con Gaudì. “Come me”, è costretta tuttavia ad ammettere subito dopo. E se si parla di difetti, cosa dire dei capelli che un tempo, come testimoniano le foto dei primi anni del gruppo, formavano un bel caschetto biondo? Se lo guardi ora in testa… niente! “Marco è pauroso”, senti dire ancora da qualcuno. “Ha paura dell’aereo”, ricorda Serena. “Ha paura di ammalarsi”, ripetono altri. “Ha paura di sbagliare”, aggiunge suo fratello.

Come agli artisti di strada che incrociamo tutti i giorni, anche a noi bastano pochi minuti per fermare l’attenzione su qualcuno e tratteggiarne un ritratto. Ma, a differenza di quelli, i nostri non prendono il volo per altre città: ce li abbiamo dentro, e li custodiamo, pronti a restituirli.

Vito Michele Paradiso

Fotovolontario - Gianna

Gianna

Quando arriva il momento di tratteggiare il profilo di Gianna, Fabrizio non c’è. Proprio lui, che sgrana i suoi “Giannamia, Giannamia, Giannamia” quando qualcosa lo confonde o lo turba, e cerca riparo in lei, in Giannamia. Allora bisogna mandargli un messaggio, chiedergli un contributo per questo ritratto collettivo. Passano due giorni, prima che il seme della mia domanda possa germinare nei suoi pensieri. E arriva la risposta, che scivola via senza segni di interpunzione, fino al suo apice. “E dificile fa la strana quando tratta male gli altri con consigli e i rimproveri e troppa seria amica e collega è professoressa di scuola da maestra testarda”. Però…

“Pero e sempre dolce bellissima donna gentile romantica lunatica”

Chi l’ha detto che quando si ama non si vedono i difetti? Tutt’altro. Da noi i difetti non danno scandalo, non fanno vergognare, anzi, fanno parte della bellezza di chi hai di fronte. È difficile, è spigolosa e a volte non trattiene la sua indole di insegnante, ma è sempre lei, la “dolce bellissima donna gentile romantica lunatica. Giannamia”.

“La vedevo come una persona severa, poi ho visto che mi vuole aiutare. Una persona buona, anche se dura”. Anche per Valentina serve un po’ di tempo perché la risposta maturi.

Ma anche questo tempo, con il silenzio e l’attesa che lo percorrono, in qualche modo fa parte del ritratto, gli aggiunge una dimensione, gli dà profondità, perché racconta del tempo che ci serve, il tempo necessario per tirar fuori una risposta, per modellare le asperità di ognuno e per tirar fuori tratti inattesi, sorprendenti a volte, sempre più umani. Federica lo dice così: “Allora, prima di tutto è insegnante. È seria. Ma a Divergo fa cannucce. E poi vuole uscire con me, Valentina e Dora. Una volta siamo pure andate insieme a comprare degli orecchini”.

Ma se chiedi a Gabriele, beh, a lui basta una parola: “Buona”.

Vito Paradiso

Fotovolontario - Nicola

nicola

È lungo questo mese! Nel codice di Div.ergo questa espressione ha poco a che fare col calendario. Per chi se la sente dire, significa una cosa ben precisa: è proprio il caso di fermarti qui, ti abbiamo sopportato abbastanza. A volte è necessario porre un limite ad un discorso, ad una paturnia, ad un capriccio: poterlo fare con leggerezza e ironia è di grande aiuto. Nicola, l’autore della frase, è uno dei maestri dell’ironia a Div.ergo, e raccoglie molti discepoli. Laura per le sue tendenze da maestrina, Serena per la sua – diciamo così – poco spiccata inclinazione alla concentrazione, Valentina per le vere e proprie guerre che scatena dentro e fuori di sé. Per tutti ha una battuta, un’espressione magari attinta dalla sua cultura contadina, una frase in codice. A Div.ergo tutti apprezziamo questo dono che ci aiuta a guardare con delicatezza qualche nostra debolezza, e a farcene carico insieme. È anche per questo che sia Federica sia Fabrizio dicono di lui: è tenero. Laura, che pure è uno dei suoi bersagli preferiti, si spinge oltre e ricorda come abbia saputo farsi vicino a lei quando è morto Lillo, il suo cane. Fabrizio, per il quale anche i fatti apparentemente accidentali hanno un valore, sottolinea: siamo vicini di casa. Perciò, ecco Nicola, il vicino. Ma Nicola è anche quello che si nasconde. A Laura non sono sfuggiti i suoi silenzi, mentre Fabrizio è più diretto, pur mirando, come suo solito, ai particolari: è bugiardo imbroglione testardo abusivo (non fatevi impressionare, lui non è per le sfumature). Semplicemente, non gli va giù che Nicola con lui bari sulla propria età, anche solo per scherzo, spacciandosi di volta in volta per ventenne o trentenne. Nel suo consueto linguaggio, sottolinea che (h)a difetti che deve imparare queste regole di non nascondere età sua […];;;;; Nicola (h)a 40 anni e mi piace di stare con lui da 40 enne. Come spesso accade, i doni fatti tornano indietro, e con quella tenerezza spigolosa che è tutta sua, ora tocca a Fabrizio farsi carico del suo vicino e aiutarlo a non nascondere una debolezza, fosse pure il tempo che non fa sconti.

Vito Paradiso

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